ieri il Comitato Nazionale dell'Associazione Liberal PD ha approvato a larga maggioranza il documento che potrai leggere di seguito.
Nel mese di luglio i Liberal PD hanno incontrato i tre candidati alla Segreteria nazionale e sono stati tratti da ciascuno elementi utili al dibattito precongressuale del PD.
Potrai leggere di seguito l'importante documento, che traccia la fisionomia di un PD che tenga conto anche della cultura liberaldemocratica;
chiudiamo con l'affettuoso invito che ci ha rivolto Enzo Bianco:
"Spero abbia voglia e tempo di leggerlo"
A tutti buona lettura.
Carlo
Documento "Associazione Liberal PD". Comitato Nazionale del 17 settembre 2009
1. Il Partito Democratico non può limitarsi ad attrezzare un'opposizione; deve offrire agli italiani una alternativa di governo realistica e razionale. Praticabile, possibilmente, prima del 2013.
2. Oggi l'alternativa di governo non è soltanto una normale questione istituzionale. L'Italia sta correndo il rischio di scivolare fuori dalla normalità istituzionale per entrare in un presidenzialismo senza regole e senza contrappesi che induce il premier alla insofferenza verso ogni altro potere. Verso il Parlamento, ridotto a stanza di registrazione dei decreti; verso la Magistratura, continuamente ostacolata e vilipesa; verso i media, platealmente minacciati quando non asserviti. Ed è questa forse l'anomalia più grave, anche perché consente la quasi totale dissociazione tra comunicazione propagandistica e realtà dei fatti
3. Primo compito del partito democratico non può che essere quello di denunciare, caso per caso, con serietà ed oggettività, queste gravi anomalìe, ponendo tra l'altro la questione della incompatibilità tra funzioni politiche e controllo proprietario dei media che esiste in ogni democrazia. E compito cruciale del partito, sul piano politico generale, non può essere che quello di rovesciare il Governo attraverso la costruzione di un grande partito alternativo e la ferma rilevazione delle profonde divisioni e perfino delle chiare crepe che scuotono il centro-destra. In coerenza con ciò, occorre che il partito si dia un'organizzazione moderna, radicata sul territorio e basata non su apparati chiusi ma su strutture aperte all'adozione permanente dei nuovi strumenti di partecipazione di massa.
4. L'associazione Liberal PD ha discusso apertamente di tutto questo con Franceschini, Marino e Bersani. Dai tre incontri sono venuti elementi preziosi, che ciascuno dei soci di Liberal PD valuterà, anche in rapporto alle situazioni locali, per la scelta del candidato da sostenere in vista delle primarie. Ciascuna scelta sarà ovviamente, come è nella nostra cultura, pienamente legittima.
5. Il Comitato Nazionale ritiene che l'impostazione del Segretario uscente Dario Franceschini sia la più coerente con il progetto originario del Partito Democratico cui abbiamo convintamente aderito e pertanto sostiene la sua elezione. Siamo dunque per un Partito perno dello schieramento riformatore in un sistema bipolare a vocazione maggioritaria; siamo per un Partito pluralista ma mirato ad una nuova sintesi per dare risposte ai nuovi complessi problemi della società del ventunesimo secolo.
Invitiamo quindi Franceschini ad impegnarsi sulle seguenti linee di azione che rispecchiano la visione liberaldemocratica, per le quali i Liberal PD assumeranno nei prossimi mesi specifiche iniziative:
- a) la laicità dello Stato, garanzia della libertà di coscienza individuale, specialmente per quanto attiene al rapporto fra scienza e bioetica, ma anche la laicità della scuola, di fronte alla pretesa di interpretare l’insegnamento religioso in termini che vanno addirittura oltre il Concordato del 1984, per ritornare di fatto al Concordato del 1929;
b) il rilancio dell'Unione Politica Europea, con la riattivazione del processo costituente dopo la ratifica del trattato di riforma, e nel quadro di politiche concordate tra Europa e Stati Uniti sulle grandi questioni del mondo globale, dall'energia al clima;
c) la difesa delle libertà civili scritte nella Costituzione e la modernizzazione del sistema politico e istituzionale italiano, non in senso presidenziale né plebiscitario, ma in un sistema parlamentare bipolare come nelle grandi democrazie europee;
d) il riformismo del mercato e della società aperta, nel suo necessario rapporto col mondo della scienza e della tecnica, puntando sulla concorrenza, investimenti per l'innovazione, riforma del welfare, risanamento della funzione pubblica, solidità della finanza statale.
Il Partito Democratico sarà alternativa di governo se avrà il volto di un partito in grado di ristabilire la sicurezza dell'equilibrio istituzionale, e il progresso nell'ordine economico-sociale; un Partito riformatore, laico nei diritti civili, antifascista nella memoria storica, europeista e occidentalista nella visione futura.










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